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Archivio Tag: Primo Piano

Scissione dei Pagamenti (Split Payment) anche per i Professionisti

Dall’1 luglio 2017 il meccanismo della scissione dei pagamenti dell’IVA (c.d. Split Payment), già contestato dal mondo dell’imprenditoria, si applicherà anche ai liberi professionisti (i quali, in prima istanza, erano stati esclusi perché soggetti alla ritenuta di acconto) per le fatture emesse dalla stessa data.

Lo ha previsto il decreto-legge 24 aprile n. 50 (c.d. Manovrina fiscale) recante “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”.

Nella emissione delle Fatture Elettroniche con il nostro software, dunque, i Professionisti dall’ 1 Luglio 2017 dovranno seguire queste semplici indicazioni:

a) aggiungere (se non esiste) una aliquota Iva per la Scissione dei Pagamenti, come in figura:

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b) aggiornare l’Aliquota Iva Contributi nella Scheda Azienda / Professionisti, come in Figura:

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c) selezionare, nel dettaglio della fattura, le opzioni per la Scissione dei Pagamenti, come in figura:

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Le versioni aggiornate dei nostri SW sono scaricabili dall’area di Download.

Permalink link a questo articolo: http://www.softcombn.com/nfree/2017/06/scissione-dei-pagamenti-split-payment-anche-per-i-professionisti/

Contabilità ed Iva per Cassa con NewS II

Con la Legge di Bilancio 2017 i commi 17-23 introducono il regime di cassa per i contribuenti in contabilità semplificata a partire dall’1.1.2017. Per tali soggetti il reddito d’impresa e il valore della produzione netta vengono determinati in ragione degli incassi e delle spese sostenute, in sostituzione dell’attuale criterio della competenza economica, che resterà in vigore soltanto per i soggetti che opteranno per la contabilità ordinaria. A partire dal 1° gennaio 2017, dunque, il criterio di cassa diventa “naturale” per le imprese minori in contabilità semplificata, applicandosi obbligatoriamente sia a quelle già in attività sia a quelle che la inizieranno nel corso del 2017.

In base alle disposizioni introdotte dalla legge di bilancio i soggetti in contabilità semplificata devono annotare cronologicamente, in un apposito registro, i ricavi percepiti indicando, per ciascun incasso:

  • il relativo importo
  • le generalità, l’indirizzo e il comune di residenza anagrafica del soggetto che effettua il pagamento
  • gli estremi della fattura o altro documento emesso.

In un diverso registro, poi, devono essere annotate cronologicamente, e con riferimento alla data di pagamento (in ossequio al principio di cassa), le spese sostenute nell’esercizio, fornendo le stesse informazioni previste per i ricavi.

All’interno dei suindicati registri di ricavi/spese devono essere annotati, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, anche i componenti positivi e negativi, diversi da ricavi e spese, rilevanti per la determinazione del reddito d’impresa (ad esempio, plusvalenze e minusvalenze, sopravvenienze attive e passive, ecc.).

Peraltro, è possibile sostituire i registri cronologici dei ricavi e delle spese mediante la tenuta dei soli registri Iva, a condizione che in questi ultimi siano integrati con l’annotazione separata:

  • delle operazioni non soggette a registrazione ai fini Iva
  • dell’importo complessivo dei mancati incassi o pagamenti, con indicazione delle fatture cui le operazioni si riferiscono (ciò qualora l’incasso o il pagamento non sia avvenuto nell’anno di registrazione). In tal caso, peraltro, i ricavi percepiti e i costi sostenuti devono essere annotati separatamente nei registri Iva relativi al periodo d’imposta in cui vengono incassati o pagati, indicando il documento contabile già registrato ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.

In forza di una specifica opzione, vincolante per almeno un triennio, è possibile tenere i registri Iva senza operare annotazioni relative a incassi e pagamenti (rimane fermo, però, l’obbligo della separata annotazione delle operazioni non soggette a registrazione ai fini Iva). In tal caso, per finalità di semplificazione, si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui è intervenuto il relativo incasso o pagamento (presunzione legale).

Iva per Cassa

Il regime Iva per cassa (c.d. “cash accounting”), introdotto dall‘articolo 32-bis del Dl 83/2012, consente all’imprenditore o al lavoratore autonomo di posticipare il versamento dell’imposta sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi, dal momento di effettuazione dell’operazione a quello dell’incasso. Allo stesso modo, il diritto a detrarre l’Iva sui beni e sui servizi acquistati nasce al momento del pagamento dei corrispettivi ai fornitori. L’imposta diventa comunque esigibile dopo un anno dall’effettuazione dell’operazione, a meno che, prima del decorso di questo termine, il cessionario o committente sia stato assoggettato a procedure concorsuali. Allo stesso modo l’Iva sugli acquisti può essere detratta, trascorso un anno dal momento in cui l’operazione si considera effettuata.

Il regime dell’Iva per cassa si può applicare alle operazioni effettuate a partire dal 1° dicembre 2012. Possono aderirvi i contribuenti che:

  • operano nell’esercizio di impresa, arti o professioni
  • hanno realizzato nell’anno precedente (o, nel caso di avvio dell’attività, prevedono di realizzare) un volume d’affari non superiore a due milioni di euro
  • effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi imponibili nel territorio dello Stato nei confronti di cessionari o committenti che, a loro volta, agiscono nell’esercizio di impresa, arti o professioni.

Il regime dell’Iva per cassa incide sul momento in cui l’imposta diviene esigibile o detraibile, ma non modifica gli altri adempimenti procedurali. Restano fermi, quindi, gli ordinari obblighi contabili (fatturazione, registrazione, ecc.). Chi sceglie il “cash accounting” dovrà, inoltre, riportare sulle fatture emesse l’annotazione che si tratta di operazione con “IVA per cassa” ai sensi dell’articolo 32-bis del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83.

Registrazione delle Fatture

Per le Fatture Vendita viene introdotto un nuovo campo data denominato Data Incasso (che, per le Fatture Acquisti si chiama Data Pagamento):

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Questo campo viene posto in automatico allo stesso valore della Data di Registrazione, ma l’utente è libero di modificarlo a piacere. Se per registrare l’incasso oppure il pagamento si utilizza la Chiusura delle Partite, allora il campo viene aggiornato in automatico alla data di chiusura. Nell’elenco delle Fatture il campo viene evidenziato in questo modo:

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Il campo è:

  • bianco se la data dell’incasso / pagamento coincide con la data di registrazione
  • una data se l’incasso od il pagamento è avvenuto in un giorno diverso dalla data di registrazione
  • di quattro asterischi, se il documento non è stato ancora incassato / pagato

 

Causali di Prima Nota per l’Incasso ed il Pagamento

Al fine di semplificare la gestione delle Partite e la stampa dei Registri di Incasso e Pagamento, nelle Causali di Prima Nota è stato aggiunto un campo di classificazione che permette di evidenziare questa funzionalità:

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Per un corretto funzionamento della Procedura, bisogna classificare nel modo corretto TUTTE le Causali che servono all’incasso oppure al pagamento delle fatture. In questo modo si eviterà qualsiasi errore.

Bilancio per Cassa

La procedura di ricalcolo del Bilancio è stata modificata in modo da prevedere la gestione per cassa:

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Se si seleziona l’opzione l’intero bilancio sarà ricalcolato tenendo conto delle date di incasso e pagamento delle fatture e NON della data di registrazione. Questo viene evidenziato sia nella Gestione delle Voci di Bilancio:

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Sia nella stampa del Bilancio:

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Chiusure Iva con Iva per Cassa

Se si desidera calcolare la Chiusura Iva per Cassa invece che per Data di Registrazione è necessario spuntare l’apposita opzione:

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Stampa dei Registri Iva

Ricordiamo che i Registri Iva fiscali vanno sempre stampati per Data di Registrazione. Abbiamo però aggiunto la possibilità, per facilitare i controlli contabili, di stampare i Registri anche per Cassa, selezionando l’apposita opzione:

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I Registri ora riportano anche la Data dell’Incasso o del Pagamento nell’apposita colonna, secondo il seguente schema:

  • bianco se la data dell’incasso / pagamento coincide con la data di registrazione
  • una data se l’incasso od il pagamento è avvenuto in un giorno diverso dalla data di registrazione
  • di quattro asterischi, se il documento non è stato ancora incassato / pagato

Permalink link a questo articolo: http://www.softcombn.com/nfree/2017/03/contabilit-ed-iva-per-cassa-con-news-ii/

Carta del Docente e Fattura Elettronica

image_miniPer ottenere il pagamento dei buoni di spesa validati, l’esercente o l’ente di formazione deve provvedere a emettere corrispondenti fatture elettroniche nei confronti della pubblica amministrazione usando la piattaforma di fatturazione elettronica della PA.

Nella fattura elettronica vanno indicati, a livello di riga, la Tipologia di Codice articolo (valorizzata a CARTADELDOCENTE) ed il Valore del Codice Articolo (valorizzato al Codice Identificativo del Buono).

Nei Software NewS Personal Fattura Elettronica e NewS Pro Fattura Elettronica è possibile immettere questi due valori con le modalità che seguono.

a) nel corpo fattura posizionarsi sulla riga contenente l’articolo acquistato e premere F8

carta01

b) nei campi del dettaglio riga immettere i valori richiesti

CARTA02

Il file xml generato conterrà i valori corretti per l’invio della Fattura Elettronica al MIUR.

Permalink link a questo articolo: http://www.softcombn.com/nfree/2017/01/carta-del-docente-e-fattura-elettronica/

I nuovi controlli del Sistema di Interscambio

Il Sistema di Interscambio il 9 Maggio 2016 ha integrato le specifiche per la Fattura Elettronica (Versione 1.3), ed ha pubblicato un documento (download) con una nuova serie di controlli sulla validità dei file xml.

Le ultime versioni dei software NewS (disponibili per il download qui) sono già aggiornate alle novità. Rimane, però, responsabilità dell’utente adottare alcune accortezze per evitare scarti.

In particolare non è più possibile usare l’aliquota iva “Descrizione” per le righe di descrizione nel corpo fattura che non contengono importi. 

ns_001

Per tutte le righe della fattura è indispensabile usare un’aliquota già valorizzata per le righe che contengono importi, quindi così: 

ns_002

Il nostro servizio clienti è a disposizione per ulteriori chiarimenti.

 

Permalink link a questo articolo: http://www.softcombn.com/nfree/2016/06/i-nuovi-controlli-del-sistema-di-interscambio/

Conservazione delle Fatture Elettroniche – I chiarimenti dell’Agenzia

Con la RISOLUZIONE N. 81/E del 25 Settembre 2015 l’Agenzia delle Entrate chiarisce alcuni aspetti riguardanti la conservazione delle Fatture Elettroniche per la Pubblica Amministrazione. Esaminiamo in dettaglio i punti principali della risoluzione.

Innanzi tutto l’ADE ribadisce che le Fatture Elettroniche vanno conservate secondo le regole del D.M. 17 giugno 2014 recante “Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto – articolo 21, comma 5, del decreto legislativo n. 82/2005”, come da noi sostenuto in più di una occasione. La risoluzione poi indica come specificare, in dichiarazione dei redditi, che sono state emesse fatture elettroniche durante il periodo di imposta.

La parte più interessante, però, è quella in cui si precisa che il conservatore (eventuale) delle Fatture Elettroniche NON è il Depositario delle scritture contabili. Questo implica che lo stesso conservatore NON va indicato nel modello AA9/11, contrariamente a quanto sinora sostenuto da molti “conservatori” (pro domo loro). Questo implica anche che il Contribuente è l’unico responsabile della conservazione e della esibizione delle Fatture Elettroniche presso la propria sede o presso il Depositario delle Scritture Contabili delegato (che, ripetiamo, non è il conservatore ma spesso, ad esempio, il commercialista).
Quindi il contribuente deve garantire che “In caso di verifiche, controlli o ispezioni, il documento informatico è reso leggibile e, a richiesta, disponibile su supporto cartaceo o informatico presso la sede del contribuente ovvero presso il luogo di conservazione delle scritture dichiarato dal soggetto”. Se il contribuente conserva le Fatture presso terzi ed il giorno della verifica, ad esempio, non funziona il collegamento internet i documenti risulteranno non esibiti (meditate, gente, meditate). La soluzione migliore, quindi, rimane secondo noi conservare da se le Fatture Elettroniche con un semplice software come NewS Archivia Fatture PA.

Riportiamo di seguito la parte essenziale della risoluzione:

Ciò premesso, il concetto di “conservazione” delle scritture contabili cui il D.P.R. n. 633 del 1972 e i relativi modelli in uso fanno riferimento – in origine riferito ai soli documenti cartacei e, quindi, sostanzialmente coincidente con il concetto di “deposito” – deve necessariamente tenere conto del processo di dematerializzazione dei documenti fiscalmente rilevanti.
In tale processo, infatti, il conservatore è il soggetto, definito dal CAD e riportato nel manuale di conservazione, il quale opera solo il processo di “conservazione elettronica” dei documenti fiscali. Questi può, peraltro, coincidere con il contribuente, oppure può assumere la veste del depositario (ossia di colui che gestisce la contabilità e che, ai fini fiscali,assume specifiche responsabilità), o può essere un soggetto terzo. In tale ultima ipotesi, oggetto della presente istanza, poiché il conservatore (“elettronico”) non è il depositario delle scritture, il contribuente non è tenuto a farne comunicazione mediante il modello AA9/11 (essendo, in ogni caso, gli estremi identificativi del conservatore riportati obbligatoriamente nel manuale della conservazione), nel presupposto che, in caso di accesso, i verificatori siano messi in condizione di visionare e acquisire direttamente, presso la sede del contribuente ovvero del “depositario” delle scritture contabili, la documentazione fiscale, compresa quella che garantisce l’autenticità ed integrità delle fatture, al fine di verificarne la corretta conservazione.
Va da sé che la mancata esibizione dei documenti sopra richiamati comporta gli effetti previsti dagli articoli 39 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 52 del D.P.R. n. 633 del 1972.

 

Permalink link a questo articolo: http://www.softcombn.com/nfree/2015/10/conservazione-delle-fatture-elettroniche-i-chiarimenti-dellagenzia/

Controllare una Fattura Elettronica PA

Spesso riceviamo segnalazioni di Fatture Elettroniche per la Pubblica Amministrazione che vengono scartate dal Sistema di Interscambio per motivi non immediatamente evidenti. Per evitare inconvenienti è sempre consigliato controllare la fattura sul sito di SDI prima della firma e dell’invio. A questa pagina web:

Controlla Fattura Elettronica

è possibile sottoporre il file xml che si intende inviare ad una analisi preventiva in modo da individuare in anticipo i potenziali errori. Basta selezionare il file e compilare il campo del codice di sicurezza.

L’esito del controllo

In caso di errore, avremo una schermata come questa:

2015-07-30_111239

molto spesso il codice di errore è generico (0200) però viene indicata la riga e la colonna dove si è verificato l’errore. In più, come non molti sanno, passando il mouse sulla i nel pulsante blu, si ottengono ulteriori informazioni (purtroppo in inglese):

2015-07-30_111724

In questo caso manca la provincia nell’anagrafica del cliente (riga 54 colonna 24). Già, ma come fare ad individuare facilmente la riga e la colonna in un file xml?

Aprire il file xml con un editor

Il file xml che contiene i dati della Fattura Elettronica è un semplice file di testo scritto con la sintassi dell’xml. Quindi si può aprire con un qualsiasi editor di testo, ad esempio Wordpad. Però Wordpad non evidenzia il numero di riga o colonna quindi si dimostra poco utile. Lo stesso dicasi per il blocco note. Una soluzione semplice ed efficace è Notepad ++ un ottimo editor open source, disponibile anche in italiano. Aprendo il file in Notepad ++ avremo questo risultato:

2015-07-30_113210

Notepad ++ mostra il file evidenziando gli elementi della sintassi xml, mostra il numero di riga ed in più, in basso, anche il numero di colonna. In questo modo è molto semplice individuare l’errore.

Gli errori più comuni

Se il messaggio di scarto di SDI è del tipo “File non conforme al formato – Codice di Errore 00200” ma non è indicata la riga e la colonna, probabilmente nel vostro file xml sono presenti caratteri speciali non consentiti. Un esempio è “Soft.Com di Filippo Cerulo & C.”: il file viene scartato perché la E commerciale (&) è un carattere speciale xml. Altri caratteri speciali sono: “” (virgolette), ‘ (apostrofo), < (minore), > (maggiore). Questi ultimi, però, non sempre vengono segnalati come errore.

Se si utilizzano gli allegati, può capitare che il messaggio di errore si presenti così:

2015-07-30_114830

questo significa che l’allegato (probabilmente un pdf) non è ben formato. Alcuni software di scannerizzazione, infatti, generano pdf che, per qualche sconosciuto motivo, non sono compatibili con il sistema di interscambio. In questo caso basta rigenerare il pdf con un altro programma (preferibilmente una stampante virtuale) per risolvere il problema.

Se tutto è ok….

non resta che inviare il file, firmato, a SDI ed incrociare le dita.

 

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Chi deve firmare la Fattura Elettronica?

La Legge 244/2007, modificata dal Decreto Legislativo 201 del 2011, ha istituito l’obbligo di fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione (articolo 1, commi 209-214). Dal 30 Marzo 2015 l’obbligo di Fatturazione Elettronica è stato esteso a praticamente tutte le Pubbliche Amministrazioni. Questo comporta una serie di oneri per l’emittente (compilazione del documento in formato xml, firma elettronica qualificata, invio al sistema di interscambio, conservazione sostitutiva) che hanno indotto molti Fornitori della PA a rivolgersi a servizi “chiavi in mano” che promettono l’assolvimento di tutti gli obblighi a costi, a volte, tutt’altro che economici (sia attraverso portali internet che, più tradizionalmente, attraverso la trasmissione di dati cartacei). Le conseguenze di questa scelta, però, sono a volte sottovalutati e possono esporre a gravi rischi.

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Manuale di Conservazione Fattura Elettronica

Il Manuale di Conservazione per l’Archiviazione delle Fatture Elettroniche per i Gestionali NewS è disponibile qui:

Manuale di Conservazione (Pdf)

 
Il manuale e la procedura di conservazione sono conformi all’Articolo 2 Comma 2 del DECRETO 17 giugno 2014 del Ministero dell’Economia (Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto – articolo 21, comma 5, del decreto legislativo n. 82/2005):

2. I documenti informatici rilevanti ai fini tributari hanno le caratteristiche dell’immodificabilità, dell’integrità, dell’autenticità e della leggibilità, e utilizzano i formati previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dai decreti emanati ai sensi dell’art. 71 del predetto decreto legislativo ovvero utilizzano i formati scelti dal responsabile della conservazione, il quale ne motiva la scelta nel manuale di conservazione, atti a garantire l’integrità, l’accesso e la leggibilità nel tempo del documento informatico.

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Conservazione Sostitutiva delle Fatture Elettroniche

I Gestionali NewS sono stati aggiornati in modo da garantire la possibilità di Conservazione Sostitutiva delle Fatture Elettroniche per la Pubblica Amministrazione attraverso la generazione del Pacchetto di Archiviazione. Queste guide in Pdf:

Guida alla Conservazione con i Gestionali NewS (Pdf)

Manuale di Conservazione per i Gestionali NewS (Pdf)

spiegano nel dettaglio le procedure da seguire. Per approfondimenti si possono consultare anche i post:

La conservazione delle Fatture Elettroniche con i Gestionali NewS

Ancora sulla Conservazione delle Fatture Elettroniche

Fattura Elettronica e Conservazione: le ultime novità

Permalink link a questo articolo: http://www.softcombn.com/nfree/2015/04/conservazione-sostitutiva-delle-fatture-elettroniche/

Scadenze confermate per la Fattura Elettronica

Con la Circolare 1/DF del 9 marzo 2015 il Ministero delle finanze ha confermato la scadenza al 31 Marzo 2015 per l’avvio della Fatturazione Elettronica verso le Amministrazioni Pubbliche che erano fino ad ora escluse (Comuni, Enti Locali etc.). Le amministrazioni coinvolte sono meglio specificate nella Tabella 1:

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e le date di entrata in vigore de3lla Fatturazione Elettronica riassunte nella Tabella 2:

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Comparativa delle funzionalità dei nostri  prodotti per la Fattura Elettronica Pubblica Amministrazione

Permalink link a questo articolo: http://www.softcombn.com/nfree/2015/03/scadenze-confermate-per-la-fattura-elettronica/

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