Quello che segue è un paragrafo della Piccola Guida a Mandriva. Mi è sembrata una buona idea proporlo in anteprima.
Spesso passa l’idea che Linux sia un sistema operativo per geek. La parola geek in gergo significa più o meno “una persona che ha una certa competenza tecnica e che, invece di cercare, con la stessa, di fare soldi, la usa per perdere tempo appresso a cose inutili e frustranti”. Per cui la Casalinga di Voghera (o il nostro amico Joe, che è lo stesso), potrebbero non sentirsi geek nell’animo ed optare per una soluzione largamente condivisa chiamata Finestre. Spesso questa notevole opera dell’ingegno umano partorita dalle menti dell’Azienda di Zio Bill viene fornita già installata sul Computer che andiamo ad acquistare; anzi, nel caso ad esempio dei portatili, è praticamente impossibile averne uno senza Finestre (o, peggio ancora, senza quella grande innovazione che si chiama Finestre con Vista). Ancora più spesso, se decidiamo di avvalerci dei servigi del rivenditore cantinaro all’angolo, Finestre ci viene fornito in omaggio e, probabilmente, dopo averlo usato per un pò comincerà a protestare ed a cercare di convincervi che è ora di mettere mano al portafogli (pure questa è una strategia…).
Ora, io dico che bisogna mettersi d’accordo su che significa difficile. Qualcuno potrebbe dire che Linux è, ad esempio, difficile da installare. Ma non so se avete, di recente, provato ad caricare su un PC una versione di Finestre che si chiama XP. Siccome io, per lavoro, lo faccio spesso, vi racconto quello che accade. Allora, per installare Finestre:
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Si apre una bustina appiccicata ad un manuale di tre pagine che è la licenza d’uso, si tira fuori un CD con ologrammi a non finire (serve per fare scena…) e si fa partire il PC dal lettore ottico.
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Siamo accolti da una scarna interfaccia grafica e il programma carica un po’ di driver per cominciare a fare il suo lavoro. A questo punto, si può essere fortunati o sfortunati. Nel primo caso, il nostro disco rigido viene correttamente riconosciuto e possiamo andare avanti. Nel secondo, potremmo avere due ipotesi:
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il disco di installazione non ha il Service Pack 2, ed il nostro disco è più capiente di 130 Gb per cui non lo possiamo usare tutto, a meno di giri di valzer;
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anche col Service Pack 2, il nostro controller Serial Ata di ultima generazione non viene riconosciuto e quindi abbiamo bisogno degli appositi Driver, però archiviati su Floppy Disk; malauguratamente ormai molti PC non hanno il Floppy Disk e quindi siamo decisamente in panne;
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Supponendo di aver superato indenni il punto due, l’installazione procede fino al momento in cui è necessario scrivere una serie di numeri e lettere stampati in caratteri microscopici su una etichetta posta sulla confezione: trattasi del Codice di Prodotto, da conservare gelosamente, perché se si smarrisce e, per sventura, si ha bisogno di ricaricare Finestre sul PC, saremo costretti a litigare con l’assistenza clienti dell’Azienda di Zio Bill.
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Dopo un tempo discretamente lungo ed un paio di riavvii, il nostro PC è finalmente fornito di Finestre; ma è una installazione di base: dobbiamo caricare i Driver del Sistema. Se disponiamo del CD di configurazione del PC (che normalmente ci viene gentilmente fornito dal costruttore) dopo un po’ di setup vari ed un numero imprecisato di riavvii dovremmo avere finalmente un sistema almeno reattivo. Se non lo abbiamo (il CD…), sono problemi seri.
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A questo punto auguriamoci di disporre di una connessione Internet funzionante, perché dobbiamo attivare la nostra copia di Finestre. Già, amici, non basta acquistare il prodotto: è necessario anche far verificare a Zio Bill che siamo onesti e sinceri. Perciò, attraverso una connessione ad Internet, trasferiamo tutti i dati di configurazione del nostro PC a Redmont, assieme al Codice Prodotto. Sicuri che saranno conservati con estrema cura. Se non abbiamo Internet, c’è una demenziale procedura di attivazione telefonica, la cui descrizione vi risparmio perché oggi mi sento buono.
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Ora abbiamo le Finestre che si aprono, ma nemmeno un’applicazione utile che sia una. Perciò, armati di santa pazienza ci toccherà installare almeno:
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Un programma Office a scelta tra la copia pirata del software prodotto da Zio Bill gentilmente messa a disposizione dal già citato cantinaro e OpenOffice che è meglio e ci fa sentire più onesti;
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un lettore di File PDF ed un programma di gestione dei File compressi;
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un Browser accettabile che non sia Internet Explorer;
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un programma di Posta con un minimo di decenza che non sia Outlook Express;
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un programma di Grafica per il ritocco delle immagini; il primo che dice “ma c’è Paint” si becca un colpo di pistola;
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un lettore di File Multimediali che almeno legga gli Mp3;
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un Software di Masterizzazione a scelta tra la copia taroccata di Nero e qualche alternativa freeware;
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il Flash Player, altrimenti col Browser non vediamo una mazza;
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un buon Antivirus.
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Bene, ora lanciamo il Windows Update ed incrociamo le dita sperando che i Server dell’Azienda di Zio Bill siano dell’umore giusto; ricordo che non è sufficiente l’attivazione di Finestre: serve anche installare il WGA (Windows Genuine Advantage) che, da solo, comporta due riavvii; ricordo anche che ci verranno installati Internet Explorer 7 e Windows Media Player 11, sempre utili se siamo un po’ masochisti.
Questo per Finestre: diciamo che vanno via tre orette abbondanti, se la sorte ci è amica. Per installare Mandriva One, invece:
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Si fa partire il CD dal Lettore ottico e viene caricata una versione perfettamente funzionante del Sistema Operativo, con cui è possibile verificare, prima dell’installazione su Hard Disk, se tutto il nostro Hardware viene riconosciuto.
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Se è tutto Ok si lancia il programma di installazione e si risponde a tre domande tre.
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Fine; al riavvio abbiamo un Sistema perfettamente in grado di funzionare bene da subito, con installati tutti i Software del precedente punto 6 e molto altro (compreso qualcosa di non proprio utile…)
Tempo necessario: una mezz’ora. Verità sacrosanta: Linux è difficilissimo da installare…

13 commenti
Stefano says:
9 gennaio 2008 a 19:48 (UTC 2 )
Sei stato fin troppo buono, l’antivirus bisogna installarlo ancor prima di collegare il pc su internet.
Tanto piu’ necessario se il sistema ha il solo service pack 1.
Altrimenti anche il piu’ banale virus di passaggio su quell’IP e’ in grado di bucare il sistema.
Filippo says:
9 gennaio 2008 a 23:18 (UTC 2 )
Verissimo, Stefano.
Senza il Service Pack 2, Finestre è praticamente un colabrodo. Basta un collegamento Internet e becchi di tutto.
Mi scuso per la distrazione, ma ultimamente sto installando solo Linux….
kanishka says:
14 gennaio 2008 a 13:52 (UTC 2 )
Ho letto tutta la guida, è veramente piacevole! Mi ha fatto venire voglia di installare Mandriva…
Complimenti!
Massimo says:
25 gennaio 2008 a 09:53 (UTC 2 )
Uso sia Mandriva che Windows Xp.
Mi sembra che il tuo metodo per descrivere Windows sia un tantino esagerato nel cercare di far credere a chi legge che Win sia un mostro pieno di bachi ed errori…personalmente uso Outolook,openoffice,Firefox 2.0 tutto con Win….UN programma antivirus gratuito ed uno spyware gratuito anche quello…..beh in 23 anni che uso PC e un pò d’accortezza di virus ne ho beccati 2 si e no.
Non prenderlo come un fatto personale ma un pò più obiettività forse ci vuole.
Saluti
Massimo says:
25 gennaio 2008 a 10:05 (UTC 2 )
OPs dimenticavo:
Alcuni programmi gratuiti che girano sia su win che su Linux:
1) Gimp per la grafica e il foto ritocco
2) Tutto il pacchetto Open office per l’ufficio
3) Lwiev come visualizzatore d’immagini
Poi per il resto se non vuoi Internet ci sono riviste per Win con all’interno un DVD che di programmi Freeware ne hanno a bizzeffe.
Poi per quanto riguarda eventuali driver per schede video o altro è tutto da vedere poichè con win solamente per il fatto che ci giochi (con LInux certi te li sogni o quasi) i driver vengono fuori ogni mese….certo se ti limiti a usare internet e a scrivere puoi benissimo tenerti quelli di 2 o 3 anni fà.
Non vorrei dilungarmi troppo ma c’è gente che sà a mala pena che differenza c’è tra la memoria Ram installata e l’Hard disk.
Ciao.
Filippo says:
25 gennaio 2008 a 21:56 (UTC 2 )
L’intenzione non era quella di dimostrare che Win fosse un mostro. Volevo solo far notare, a chi sostiene che Linux è difficile da installare, che la realtà non è questa.
Mi capita spesso di dover reinstallare Win su macchine dei clienti, e la sola impossibilità di avere magari il CD della scheda madre comporta problemi notevoli, compreso quello di dover scaricare tutti i Driver da Internet.
Questo non accade con Mandriva o con altre distro Linux, almeno per le configurazioni più diffuse. Senza contare che con la sola installazione di un CD è tutto pronto o quasi.
Poi ognuno usa quello che vuole, per carità…..
ciccio says:
15 marzo 2008 a 00:29 (UTC 2 )
ho provato ad installare kubuntu 7.10, tutto ok nell’installazione…quando poi si è aperto, sinceramente mi sono trovato spiazzato perchè non sapevo dove mettere il puntatore del mouse. per esempio per attivare la connessione di rete non sono riuscito a capire come fare…per questo mi chiedo e vi chiedo…ma perchè tutti quei nomi astrusi e incomprensibili per chi accede la prima volta??? perchè se installo la versione in italiano non si chiamano per nome la connesione ad internet, i servizi di posta ecc.ecc.io ho solo trovato nomi come thunderbird, firefox, mozilla, e altri quasi indicibili…ma mi dite dov’è la semplicità di linux se chi approda per la prima volta su questa piattaforma affoga…
Filippo says:
16 marzo 2008 a 08:56 (UTC 2 )
Caro Ciccio,
a parte che esiste una opzione per mostrare in KDE i nomi delle applicazioni secondo il loro scopo, credo che qualche piccolo “disagio” sia inevitabile quando si approccia un nuovo ambiente.
Inoltre, chi viene da Windows spesso è abituato ad identificare l’applicazione col nome del programma, quindi trova naturale che la videoscrittura si chiami word e non Openoffice Writer.
Questo però non è un vantaggio, perché più applicazioni possono servire allo stesso scopo, ad esempio potrei avere sullo stesso sistema anche Abiword.
Credo che con un pò di pazienza e di buona volontà queste difficoltà possano essere superate facilmente, apprezzando la possibilità di avere, con una sola procedura di installazione, un Desktop pronto per gli usi più comuni (ed anche di più…)
Ciao
Felice says:
19 marzo 2008 a 10:09 (UTC 2 )
Carissimo, ho più volte modo di complimentarmi con te (ultimamente per la guida Mandriva) e quindi sai come la penso. Però Ciccio non ha tutti i torti.
Uso a volte Linux ma molto più spesso, purtroppo per motivi di lavoro, Finestre ed effettivamente devo riconoscere che, ora un pò meno, ma specialmente nel passato, il passaggio a Linux doveva davvero essere sorretto da tanta, ma proprio tanta, buona volontà.
Un pò per necessità, molto più spesso per “spocchia”, le distribuzioni sembravano orientate solo agli ingegneri informatici: nomi astrusi, definizioni estremamente tecniche, complicazione nella gestione dei parametri di rete, etc. Mai che nel frastagliato mondo dei fruitori di Linux qualcuno abbia pensato ad una soluzione iniziale unica per tutti, se vuoi anche molto simile a Finestre, ma che fungesse da trampolino unico per tutti, facile da installare, ancora più facile da gestire, piena di esempi e guide sull’uso, ad esempio della riga di comando; insomma una specie di classe elemntare tanto per abituare il “povero schiavo di zio Bill” a comprendere che: non esiste solo Finestre!
Una volta partito, e partito bene, per il “povero schiavo” sarebbe cresciuta anche la voglia di imparare e migliorare.
Infatti con Linux ti riappropri della tua macchina perchè, solo con Linux, diventi davvero tu il controllore del S.O. e non viceversa… ma per capire questo ci vuole tempo, volontà ma, soprattutto, tanta ma tanta pazienza.
Saluti,
Felice
Tommaso Russo, Trieste says:
19 marzo 2008 a 12:06 (UTC 2 )
@ Felice:
Il problema e’ che ogni distribuzione pensa di essere “la soluzione unica”
Una cosa che si avvicina molto a quello che dici tu e’ Ubuntu, almeno se installata su un desktop (su un portatitile appena uscito e’ facile che sia montata qualche periferica con specifiche segrete per cui mancano i drver)
Pero’ il problema e’ oggettivo, nessuna distribuzione puo’ tener conto di TUTTE la varieta’ di hadrware esistenti al mondo, e la soluzione puo’ venire solo con la collaborazione di qualche produttore hardware.
Io ho apprezzato molto la soluzione Asus per l’ eeePC. Apri la scatola e funziona, offre tutto quello che serve per Internet + OOo, ed e’ a prova di utonto (non puoi modificarne l’ aspetto, i pulsanti e le impostazioni fondamentali, ne’ installarvi nuovo software) finche’ qualche sistemista scopre come si apre un terminale e si installa l’ interfaccia KDE usuale, e a quel punto e’ una macchina Linux come le altre (ma sempre reversibile a PC a prova di utonto, magari dopo aver aggiornato OOo).
La vederei volentieri anche su qualche desktop low cost.
ciao
Filippo says:
19 marzo 2008 a 23:16 (UTC 2 )
Felì grazie per l’apprezzamento. Purtroppo a volte neppure l’evidenza convince gli scettici. Oggi pomeriggio ho passato tre ore a sistemare il portatile di un amico con XP che era diventato una lumaca. Dopo la cura ricostituente (compreso un avvio con KNOPPIX per cancellare alcuni files infetti che altrimenti sarebbero rimasti dov’erano) ed un’aggiustata alle partizioni con GPARTED (visto che ancora erano in FAT32), la macchina è rinata. Con Linux non sarebbe mai accaduto di dover vedere la degradazione di un S.O. a quei livelli.
Nel frattempo si è rifatto gli occhi con la Mandriva, Compiz Fusion e Emerald su una macchina meno potente del suo portatile ma che andava veloce il doppio.
Ma questa è la vita, ‘ncapa a me pensavo…
…tanto per citare il grande Totò….
kanishka says:
20 marzo 2008 a 13:30 (UTC 2 )
Personalmente, la distro più “newbie-friendly” che abbia mai provato è Linux Mint, sia in versione Gnome sia KDE, soprattutto a partire dalla versione 4 (Daryna). Un’esperienza liscia come l’olio.
Francesco says:
3 aprile 2008 a 00:07 (UTC 2 )
Per rispondere un po’ a tutti, io credo che ci siano alcune distro linux MOLTO ma dico MOLTO semplici da usare…
Mi ritengo fortunato per avere avuto la curiosità di vedere come fosse questo “fatidico linux” del quale tanto sentivo parlare ma non sapevo proprio nulla di nulla.
)
Ricordo ancora la prima volta che feci partire knoppix… cosa vidi? un sistema operativo caricato da unità ottica che partiva più veloce di quello di Conto Cancelli, e con un’interfaccia abbastanza facile da comprendere (e mi innamorai subito di Frozen Bubbles
Ora uso entrambi i S.O., chiaramente per varie esigenze e perchè odio dover emulare un S.O. all’interno di un altro, se no avrei l’opportunità di riformattare il tutto e mettere il mio fido ubuntu senza persone.
Ora arriviamo al solo: quello che ho visto da quando sono passato seriamente a Ubuntu un annetto fa è stato un S.O. di installazione SEMPLICISSIMA: una volta fatto partire il live cd fai un check della compatibilità hardware con il daemon che fa tutto da solo, e poi basta informarsi un attimo sulla pista da seguire.
Pensando fosse molto più difficile decisi di cercare una guida molto semplice trovata sulla rete nella quale lessi un po’ di teoria e una completa guida all’installazione.
Quando passai alla pratica, senza la guida sotto gli occhi chiaramente, mi resi conto che non ce ne era bisogno: bastava impostare una partizione con la praticissima interfaccia grafica e leggere l’avvertenza che ti avvisa di fare una swap e che potrebbe essere consigliabile fare una partizione per la home. Io mi sono limitato alla swap e sono andato avanti: il sistema fa tutto, al primo login vedo che ci sta già un sacco di roba, apro Firefox conscio di dover scaricare i vari plugin, inizio a scaricare anche i codec audio/video, e noto l’esistenza del gestore di pacchetti synaptic. La cosa più intelligente che mente informatica potesse partorire: un ENORME database che ti trova, scarica e installa in un paio di click i programmi di cui hai bisogno.
E fa riflettere il fatto che alcuni di questi, messi su da semi professionisti o totali amatori, siano di qualità decisamente migliore di quelli disegnati da intere equipes di professionisti che lo fanno per lavoro, e non nel tempo libero.
Dopo l’euforia iniziale, iniziano i primi problemi: ops, l’audio si sente basso. Ops vedo una mascherina blu sui video. Ops non so come si debianizza qualcosa. Ops non conosco i comandi.
Al che uno pigro penserebbe, poco lungimirante, “sto coso è difficile”.
Ebbene: vado sul forum ufficiale, uso la funzione ricerca per vedere se riscontravo problemi già visti, mi leggo i topic, e in mezz’ora scarsa risolvo tutti i miei dubbi, anche postando i miei problemi e trovando dei santi che ogni niubbo che arrivano lo accolgono a braccia aperte rispondendo con pazienza anche a domande poste in 10 thread della stessa pagina (quando uno potrebbe anche leggere i thread di altri con titoli identici, invece di spammare per sentirsi al centro dell’attenzione XD )
Ora quando i miei amici tirano fuori Aero di Vista, dicendo che è figo ma lamentandosi del fatto che appesantisce eccessivamente il computer, sfodero la mia feisty+compiz fusion+emerald e con la metà delle risorse ho un desktop (come anche un bootscreen e un logon, e uno splash) fantastico, pieno di effetti carini e tante altre cose
Sunto: se uno poco poco ha la testa di fare le cose, le fa senza problemi. Se vogliamo essere schiavi della pigrizia e continuare a stare alle tecniche commerciali della disinformazione pubblica, liberissimi di non avere più un cervello
)
(poi certo, con le dovute eccezioni. Se uno usa il computer, ad esempio, per fare musica, o necessita di alcuni programmi particolari è un altro par de maniche, come diciamo qua a roma