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giu
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Quanto è standard uno standard (1)

image Sto parlando dell’Open Document Format, cioè un formato aperto di memorizzazione di Documenti che dovrebbe superare tutte le piccole (?!) incomprensioni esistenti nel mondo dell’Office Automation. L’idea è semplice: usare, per tutti i programmi, un unico formato per ogni tipologia (Testo, Foglio Elettronico etc.) in modo da poter scambiare informazioni tra software diversi e piattaforme diverse senza alcun problema di compatibilità. Un po’ come accade adesso con i File Pdf, che però, come sappiamo, non sono editabili. Perciò in teoria dovrei poter scrivere una relazione con Word su Windows, correggerla con OpenOffice su Linux e renderla disponibile al mondo su Google Documents. Questo in teoria. Ma in pratica?

Tanto si è scritto e detto su ODF, e sul suo concorrente Open XML di Microsoft che ne abbiamo, siceramente, un po’ piene le tasche. Le guerre di religione non mi affascinano: mi basta che una cosa progettata per uno specifico compito funzioni bene, tutto il resto ha un’importanza relativa. Quindi per ora mi accontento di usare OpenOffice in Windows e Linux: a patto di avere installati gli stessi font, la compatibilità è eccellente, e questo è già un bel risultato. Ma uno standard non è uno standard se viene adottato da un solo produttore di software, quindi perchè non fare qualche piccolo test?

Ho preparato, con OOo 2.4.1, una Offerta commerciale piuttosto banale, ma credo vicina alle esigenze di ufficio generico. C’è una testata con un’immagine, un piè di pagina, una tabella ed una filigrana di sfondo incorporata (Open Document e Pdf). Ho anche usato per il test un documento che simula l’impaginazione di un Manuale d’Uso (Open Document e Pdf): molte immagini, uso degli stili, un indice aggiornabile.

La domanda è semplice: quanto è esportabile un documento di questo tipo in applicazioni che dichiarano ufficialmente (Abiword, KOffice, Lotus Symphony, Google Documents, Zoho) e non ufficialmente (Microsoft Word) di supportare ODF? O, meglio: quanto è standard uno standard?

Microsoft Word

Per quanto Microsoft si sia impegnata in futuro nel supporto per ODF, ad oggi non c’è nessun filtro ufficiale per questo formato. Una possibilità è quella di installare il Sun Odf Plugin per Ms Office. Si tratta di un download piuttosto corposo, ma anche semplice da usare. In pratica aggiunge alle voci di carica / salva di Word anche il formato Open Document. Con questo plugin e Word 2003 la lettera commerciale viene resa piuttosto bene (figura), anche se salta il rientro della prima riga del paragrafo. Manca la filigrana di sfondo, ma la differente gestione di questa feature tra i due programmi giustifica l’inconveniente. Il Manuale non crea molti problemi (figura), anche se la prima pagina non è perfetta e verso la fine le immagini si sovrappongono. Niente di non rimediabile, ma comunque bisogna lavorarci un po’. Anche qui salta il rientro della prima riga del paragrafo. Inoltre per poter aggiustare le immagini in Word è necessario selezionare la voce di Menu Strumenti->Proteggi Documento, come se l’impostazione standard impedisse l’editing delle parti non testuali. Il risultato è esattamente lo stesso se si esporta il documento in Word da OOo, quindi suppongo che il filtro faccia proprio questo. In aggiunta attraverso il plugin da Word diventa possibile salvare il documenti in ODF, con risultati egregi. In linea di massima, dunque, è possibile usare ODF in Ms Word senza problemi insormontabili, e questo è un ottima notizia.

AbiWord

AbiWord è un programma di elaborazione testi disponibile per Windows e Linux, molto leggero e abbastanza completo. Ho provato la versione 2.6.3 per Windows che è anche l’ultima disponibile. Abiword permette la gestione sia di documenti ODF che Microsoft Word, ma i risultati sono piuttosto deludenti. Con la nostra lettera commerciale (figura) salta l’intestazione, il piè di pagina è reso male e ci sono alcune altre imperfezioni. Col Manuale (figura) il risultato è disastroso. La cosa non cambia (anzi peggiora) col filtro di importazione di Ms Word. Qualche test sulla versione 2.4 disponibile in Linux Mint Elyssa ha prodotto gli stessi risultati. Su queste basi è praticamente impossibile garantire un minimo di portabilità ai documenti, quindi Abiword è bocciato senza appello.

Fine prima parte – Continua

2 commenti

  1. Stefano says:

    “Le guerre di religione non mi affascinano: mi basta che una cosa progettata per uno specifico compito funzioni bene, tutto il resto ha un’importanza relativa.”

    Mi sento di “contestare” questa tua affermazione in questo articolo.
    Secondo il mio parere semmai una cosa per essere adottata non
    solo deve funzionare bene, ma deve anche aderire a standard
    totalmente aperti.

    E se la prima condizione è ovviamente importante (e la dò quasi per
    scontata – anche se non sempre è così – sia nel mondo proprietario,
    sia in quello open source), altrettanto vitale per la produttivatà futura
    di quell’applicazione è anche e soprattutto la seconda condizione, ossia
    che si basi su standard aperti.

    E il test che hai raccontato tu nel tuo articolo sembra proprio andare
    in quella direzione.

    Non è affatto una guerra di religione…

  2. Felipe says:

    Oddio, la definiziona stessa di standard riconosciuto ufficialmente implica che sia aperto (se no che standard è?). Diverso è il discorso degli standard “di fatto”, come il formato di MS Office fino alla 2003, che. pur non essendo avallato da alcun ente internazionale viene allegramente utilizzato per la pubblicazione di documenti anche da governi ed enti pubblici.
    Nell’articolo facevo riferimento comunque a standard aperti, quindi sono sostanzialmente daccordo con te..

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