Google+

Fattura Elettronica e Conservazione: le ultime novità

In data 12 Gennaio 2015 la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri 13 novembre 2014 che si occupa di stabilire le regole per la gestione dei Documenti Informatici per la Pubblica Amministrazione. Ricapitolando, dunque, per la Fattura Elettronica abbiamo:

Cosa cambia? Sostanzialmente poco, anzi probabilmente la confusione aumenta. Chi legge il decreto si rende conto immediatamente che si tratta di regole generali destinate alla Pubblica Amministrazione e che la Fattura Elettronica, almeno per quanto riguarda il lato fornitore, non è citata praticamente mai. Si parla di Documento Informatico dal punto di vista generale, categoria alla quale appartiene sicuramente la Fattura Elettronica. Possiamo quindi supporre che, per analogia, le stesse regole si applichino anche alla conservazione delle Fatture Elettroniche da parte delle Aziende e dei Professionisti? Francamente non ci sembra corretto, vediamo perché.

Il Documento Informatico e la Fattura Elettronica

L’Articolo 3, comma 1 del Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri 13 novembre 2014 (doc 5) recita:

1. Il documento informatico è formato mediante una delle seguenti principali modalità:
a) redazione tramite l’utilizzo di appositi strumenti software;

Dunque, la Fattura Elettronica, essendo redatta tramite un apposito strumento software, è un Documento Informatico di tipo (a). Poi continua (doc 5):

Nel caso di documento informatico formato ai sensi del comma 1, lettera a), le caratteristiche di immodificabilita’ e di integrita’ sono determinate da una o più delle seguenti operazioni:
a) la sottoscrizione con firma digitale ovvero con firma elettronica qualificata;
b) l’apposizione di una validazione temporale;
c)
il trasferimento a soggetti terzi con posta elettronica certificata con ricevuta completa;
d) la memorizzazione su sistemi di gestione documentale che adottino idonee politiche di sicurezza;
e) il versamento ad un sistema di conservazione.

Quindi il solo fatto che la Fattura Elettronica sia stata trasferita a terzi tramite Posta Elettronica Certificata ne garantisce la non modificabilità e l’integrità. Poi si arriva al comma 7 e qui cominciano le perplessità (doc 5):

7) Laddove non sia presente, al documento informatico immodificabile è associato un riferimento temporale.

Si, ma che si intende per “riferimento temporale”? Ci viene in aiuto il glossario presente nell’Allegato 1 (doc 6) che dice:

Riferimento Temporale: informazione contenente la data e l’ora con riferimento al Tempo Universale Coordinato (UTC), della cui apposizione è responsabile il soggetto che forma il documento

Quindi alla singola Fattura Elettronica va associata una Marca Temporale? Riteniamo di no: nella pagina di istruzioni del sito FatturaPA infatti si riporta:

il software utilizzato per apporre la firma deve essere in grado di valorizzare il parametro “signing time”, che riporta la data e l’ora, ed anche la “time zone” e che assume il significato di riferimento temporale. Non è invece necessaria l’ apposizione della marca temporale.

In definitiva, quindi, che cosa il Fornitore della PA deve conservare in quanto “documento informatico”? Secondo noi ha due opzioni alternative: la fattura elettronica firmata (p7m) oppure la ricevuta di consegna della posta elettronica certificata allo SDI (formato eml che include, oltre al file p7m anche tutti i riferimenti temporali dell’invio).

La conservazione

Al paragrafo 1.5 della Circolare dell’Agenzia delle Entrate n.ro 18/E  del 24 Giugno 2014 (doc 1) si legge:

le fatture elettroniche sono conservate in modalità elettronica, in conformità alle disposizioni del decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze adottato ai sensi dell’articolo 21, comma 5, del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82, Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD)…
… l’emittente della fattura elettronica ne garantisce l’origine informatica e l’integrità del contenuto e procede con la diretta conservazione elettronica della fattura emessa…
… ai sensi dell’articolo 1, comma 209, della legge n. 244 del 2007, è obbligatorio conservare elettronicamente le fatture elettroniche emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione

Quindi, in prima istanza, l’emittente della Fattura, oltre a garantirne la non modificabilità e l’integrità, procede con la diretta conservazione della Fattura Elettronica (cioè, come per i documenti cartacei, è responsabile della conservazione). Ma come si conservano? Applicando le regole dell’articolo 21, comma 5, del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 (doc 7), cioè:

5. Gli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto sono assolti secondo le modalità definite con uno o più decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Ministro delegato per l’innovazione e le tecnologie.

Benissimo, quindi dobbiamo riferirci a un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze che detti le regole per l’Articolo 21. Si ma quale? Forse al DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 3 dicembre 2013? Ma all’articolo 2, comma 1 del decreto si legge:

1. Il presente decreto, adottato ai sensi dell’art. 71 del Codice, stabilisce le regole tecniche previste dall’art. 20, commi 3 e 5 -bis , dall’art. 23 -ter , comma 4, dall’art. 43, commi 1 e 3, dall’art. 44 e dall’art. 44 -bis del Codice

e non c’è traccia dell’Articolo 21, che è quello che ci interessa. Allora al Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri 13 novembre 2014 ? Sempre all’Articolo 2, comma 1 si legge:

1. Il presente decreto detta le regole tecniche per i documenti informatici previste dall’art. 20, commi 3 e 4, dall’art. 22, commi 2 e 3, dall’art. 23, e dall’art. 23-bis, commi 1 e 2, e del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante «Codice dell’amministrazione digitale», di seguito Codice.

quindi ancora nessun riferimento all’Articolo 21.  E allora? Ne consegue, salvo smentita, che le regole tecniche di conservazione relative all’articolo 21, comma 5, del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82 non sono state ancora emanate. Perciò le regole tecniche per la conservazione delle Fatture Elettroniche per la Pubblica Amministrazione ancora non esistono. Saremmo davvero contenti se qualcuno ci smentisse e ci facesse notare l’eventuale errore grossolano in cui siamo incappati.

Ricapitolando, il nostro ragionamento è questo:

  • l’Agenzia delle Entrate scrive che le Fatture Elettroniche vanno conservate in conformità all’articolo 21, comma 5, del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82
  • l’Articolo 21 del Decreto dice che gli obblighi fiscali (e quindi anche la conservazione) saranno regolamentati da successivi decreti
  • nessuno dei Decreti di Regolamentazione di cui siamo a conoscenza fa riferimento all’Articolo 21

Se esiste un Decreto che fa esplicito riferimento all’Articolo 21 segnalatecelo pure a newsgestionali@gmail.com: saremo felicissimi di poter finalmente conservare le Fatture Elettroniche.

Permanent link to this article: https://www.softcombn.com/nfree/2015/01/fattura-elettronica-e-conservazione-le-ultime-novit/