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Category: How To

Fatture Elettroniche di Acquisto nei Gestionali NewS

La legge n. 205 del 27 dicembre 2017 (c.d. “legge di bilancio 2018”) ha introdotto nel nostro ordinamento un’articolata serie di novità. Tra queste, a partire dal 1° gennaio 2019, emerge l’obbligo di fatturazione elettronica per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato (cfr. l’articolo 1, comma 916, della medesima legge). Obbligo anticipato al 1° luglio 2018 per le fatture relative alle «prestazioni rese da soggetti subappaltatori e subcontraenti della filiera delle imprese nel quadro di un contratto di appalto di lavori, servizi o forniture stipulato con un’amministrazione pubblica» (così l’articolo 1, comma 917, rispettivamente lettere a) e b), della legge di bilancio 2018).

E’ necessario dunque predisporre il gestionale alla decodifica ed importazione delle Fatture Elettroniche ricevute. Secondo le specifiche tecniche, è possibile ricevere le Fatture attraverso la PEC (Posta Elettronica Certificata) oppure tramite un servizio WEB. In tutti e due i casi si riceverà un file di tipo p7m (firma CADES) oppure xml firmato.

La prima operazione sarà dunque quella di importare il file ricevuto.

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Revoca della Scissione dei Pagamenti per i Professionisti

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto Dignità (13 luglio 2018), viene abolita l’applicazione del meccanismo dello split payment (scissione dei pagamenti) per i professionisti che effettuano prestazioni nei confronti della Pubblica amministrazione. L’abrogazione dello split payment opera con riferimento alle operazioni per le quali è emessa fattura in data successiva rispetto alla data di entrata in vigore del decreto Dignità.

Nella emissione delle Fatture Elettroniche con il nostro software, dunque, i Professionisti dall’ 13 luglio 2018 dovranno seguire queste semplici indicazioni:

a) aggiungere (se non esiste) una aliquota Iva senza Scissione dei Pagamenti, come in figura:

image

 

b) aggiornare l’Aliquota Iva Contributi nella Scheda Azienda / Professionisti, come in Figura:

image

 

c) selezionare, nel dettaglio della fattura, le opzioni per l’Iva Immediata, come in figura:

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Le versioni aggiornate dei nostri SW sono scaricabili dall’area di Download.

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Scissione dei Pagamenti (Split Payment) anche per i Professionisti

Dall’1 luglio 2017 il meccanismo della scissione dei pagamenti dell’IVA (c.d. Split Payment), già contestato dal mondo dell’imprenditoria, si applicherà anche ai liberi professionisti (i quali, in prima istanza, erano stati esclusi perché soggetti alla ritenuta di acconto) per le fatture emesse dalla stessa data.

Lo ha previsto il decreto-legge 24 aprile n. 50 (c.d. Manovrina fiscale) recante “Disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”.

Nella emissione delle Fatture Elettroniche con il nostro software, dunque, i Professionisti dall’ 1 Luglio 2017 dovranno seguire queste semplici indicazioni:

a) aggiungere (se non esiste) una aliquota Iva per la Scissione dei Pagamenti, come in figura:

image

 

b) aggiornare l’Aliquota Iva Contributi nella Scheda Azienda / Professionisti, come in Figura:

image

 

c) selezionare, nel dettaglio della fattura, le opzioni per la Scissione dei Pagamenti, come in figura:

image

 

Le versioni aggiornate dei nostri SW sono scaricabili dall’area di Download.

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Conservazione della PEC (Posta Elettronica Certificata) ai fini legali

In questo articolo vedremo che conservare “a norma” i messaggi di PEC (Posta Elettronica Certificata) in modo che conservino il loro valore legale è estremamente semplice. Basta infatti:

  • per i messaggi inviati, salvare in una cartella la RICEVUTA DI CONSEGNA in formato eml
  • per i messaggi ricevuti, salvare in una cartella il MESSAGGIO stesso in formato eml

La PEC

La Posta Elettronica Certificata (PEC) è uno strumento di comunicazione informatico simile alla Posta Elettronica che tutti conosciamo, ma che garantisce maggiore sicurezza oltre che un sistema di inoltro e ricezione certificato che la rende utilizzabile per scopi legali. Definita per la prima volta nel Codice per l’Amministrazione Digitale (prima stesura 2005) ne è stato progressivamente ampliato l’utilizzo con l’obiettivo di semplificare e dematerializzare la comunicazione tra cittadini, imprese e Pubblica Amministrazione.

Attualmente l’indirizzo PEC è obbligatorio per i Professionisti, le Imprese e la PA. Infatti esiste un Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC) che è possibile consultare per conoscere la PEC di Imprese e Professionisti (https://www.inipec.gov.it/). Per la Pubblica Amministrazione abbiamo invece l’IPA (http://indicepa.gov.it/documentale/index.php) dove è possibile cercare e trovare tutti i dati essenziali per ogni singola unità operativa.

Valore Legale della PEC

Dal punto di vista legale, la PEC è assimilabile ad una Raccomandata con ricevuta di ritorno cartacea inviata tramite Posta. Infatti nel citato Codice per l’Amministrazione Digitale si legge:

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NewS II Gestionale ora è gratuito

NewS II Gestionale per
la Piccola e Media Impresa ora è
gratuito
e lo sarà per sempre
con le seguenti limitazioni

  • 100 Movimenti Contabili
  • 50 Movimenti di Magazzino
  • 20 Fatture emesse
  • No Fattura Elettronica

Il Software è disponibile nella pagina del prodotto e nella sezione download.

 

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Access 2010: formato di file non più supportato

Microsoft_patch_tuesday“Formato di file non più supportato” è il laconico messaggio di errore che innumerevoli utenti si sono ritrovati a schermo quando hanno cercato di aprire l’applicazione Access 2010 che funzionava fino al giorno prima. La responsabilità è di un aggiornamento di sicurezza rilasciato da Microsoft a marzo, esattamente il KB 3085515.

Si tratta di un aggiornamento sbagliato, ora ritirato da Microsoft, che però mette in seria difficoltà tutti quelli che, ad esempio, hanno abilitato l’aggiornamento automatico.

L’unica possibilità di risolvere il problema è disinstallare l’aggiornamento. A questa pagina di Microsoft:

https://support.microsoft.com/en-us/kb/3085515

si trovano le istruzioni, purtroppo ancora non tradotte in Italiano. I nostri clienti che dovessero incorrere nel problema possono contattare l’assistenza:

Soft.com Help Desk
newsgestionali@gmail.com
www.softcombn.com
Tel 349 5295903
Lunedì / Venerdì
dalle 09.30 alle 12.00
dalle 16.00 alle 18.30

 

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Controllare una Fattura Elettronica PA

Spesso riceviamo segnalazioni di Fatture Elettroniche per la Pubblica Amministrazione che vengono scartate dal Sistema di Interscambio per motivi non immediatamente evidenti. Per evitare inconvenienti è sempre consigliato controllare la fattura sul sito di SDI prima della firma e dell’invio. A questa pagina web:

Controlla Fattura Elettronica

è possibile sottoporre il file xml che si intende inviare ad una analisi preventiva in modo da individuare in anticipo i potenziali errori. Basta selezionare il file e compilare il campo del codice di sicurezza.

L’esito del controllo

In caso di errore, avremo una schermata come questa:

2015-07-30_111239

molto spesso il codice di errore è generico (0200) però viene indicata la riga e la colonna dove si è verificato l’errore. In più, come non molti sanno, passando il mouse sulla i nel pulsante blu, si ottengono ulteriori informazioni (purtroppo in inglese):

2015-07-30_111724

In questo caso manca la provincia nell’anagrafica del cliente (riga 54 colonna 24). Già, ma come fare ad individuare facilmente la riga e la colonna in un file xml?

Aprire il file xml con un editor

Il file xml che contiene i dati della Fattura Elettronica è un semplice file di testo scritto con la sintassi dell’xml. Quindi si può aprire con un qualsiasi editor di testo, ad esempio Wordpad. Però Wordpad non evidenzia il numero di riga o colonna quindi si dimostra poco utile. Lo stesso dicasi per il blocco note. Una soluzione semplice ed efficace è Notepad ++ un ottimo editor open source, disponibile anche in italiano. Aprendo il file in Notepad ++ avremo questo risultato:

2015-07-30_113210

Notepad ++ mostra il file evidenziando gli elementi della sintassi xml, mostra il numero di riga ed in più, in basso, anche il numero di colonna. In questo modo è molto semplice individuare l’errore.

Gli errori più comuni

Se il messaggio di scarto di SDI è del tipo “File non conforme al formato – Codice di Errore 00200” ma non è indicata la riga e la colonna, probabilmente nel vostro file xml sono presenti caratteri speciali non consentiti. Un esempio è “Soft.Com di Filippo Cerulo & C.”: il file viene scartato perché la E commerciale (&) è un carattere speciale xml. Altri caratteri speciali sono: “” (virgolette), ‘ (apostrofo), < (minore), > (maggiore). Questi ultimi, però, non sempre vengono segnalati come errore.

Se si utilizzano gli allegati, può capitare che il messaggio di errore si presenti così:

2015-07-30_114830

questo significa che l’allegato (probabilmente un pdf) non è ben formato. Alcuni software di scannerizzazione, infatti, generano pdf che, per qualche sconosciuto motivo, non sono compatibili con il sistema di interscambio. In questo caso basta rigenerare il pdf con un altro programma (preferibilmente una stampante virtuale) per risolvere il problema.

Se tutto è ok….

non resta che inviare il file, firmato, a SDI ed incrociare le dita.

 

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Chi deve firmare la Fattura Elettronica?

La Legge 244/2007, modificata dal Decreto Legislativo 201 del 2011, ha istituito l’obbligo di fatturazione elettronica verso la Pubblica Amministrazione (articolo 1, commi 209-214). Dal 30 Marzo 2015 l’obbligo di Fatturazione Elettronica è stato esteso a praticamente tutte le Pubbliche Amministrazioni. Questo comporta una serie di oneri per l’emittente (compilazione del documento in formato xml, firma elettronica qualificata, invio al sistema di interscambio, conservazione sostitutiva) che hanno indotto molti Fornitori della PA a rivolgersi a servizi “chiavi in mano” che promettono l’assolvimento di tutti gli obblighi a costi, a volte, tutt’altro che economici (sia attraverso portali internet che, più tradizionalmente, attraverso la trasmissione di dati cartacei). Le conseguenze di questa scelta, però, sono a volte sottovalutati e possono esporre a gravi rischi.

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Manuale di Conservazione Fattura Elettronica

Il Manuale di Conservazione per l’Archiviazione delle Fatture Elettroniche per i Gestionali NewS è disponibile qui:

Manuale di Conservazione (Pdf)

 
Il manuale e la procedura di conservazione sono conformi all’Articolo 2 Comma 2 del DECRETO 17 giugno 2014 del Ministero dell’Economia (Modalità di assolvimento degli obblighi fiscali relativi ai documenti informatici ed alla loro riproduzione su diversi tipi di supporto – articolo 21, comma 5, del decreto legislativo n. 82/2005):

2. I documenti informatici rilevanti ai fini tributari hanno le caratteristiche dell’immodificabilità, dell’integrità, dell’autenticità e della leggibilità, e utilizzano i formati previsti dal decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, dai decreti emanati ai sensi dell’art. 71 del predetto decreto legislativo ovvero utilizzano i formati scelti dal responsabile della conservazione, il quale ne motiva la scelta nel manuale di conservazione, atti a garantire l’integrità, l’accesso e la leggibilità nel tempo del documento informatico.

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Conservazione Sostitutiva delle Fatture Elettroniche

I Gestionali NewS sono stati aggiornati in modo da garantire la possibilità di Conservazione Sostitutiva delle Fatture Elettroniche per la Pubblica Amministrazione attraverso la generazione del Pacchetto di Archiviazione. Queste guide in Pdf:

Guida alla Conservazione con i Gestionali NewS (Pdf)

Manuale di Conservazione per i Gestionali NewS (Pdf)

spiegano nel dettaglio le procedure da seguire. Per approfondimenti si possono consultare anche i post:

La conservazione delle Fatture Elettroniche con i Gestionali NewS

Ancora sulla Conservazione delle Fatture Elettroniche

Fattura Elettronica e Conservazione: le ultime novità

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